Immagine corporea

La definizione di immagine corporea è “l’idea e l’immagine che costruiamo nella nostra mente sulla forma, la dimensione e la taglia del nostro corpo e i sentimenti che proviamo rispetto a queste caratteristiche e alle singole parti fisiche.” (DSM 5) 

In altre parole l’immagine corporea non corrisponde alla “realtà oggettiva” del nostro corpo , ma alla percezione che abbiamo di esso

Le donne occidentali fin da bambine vengono bombardate (sulle riviste, in tv, sulle pubblicità, ora anche sui social) da immagini di donne “perfette”: magre, toniche, giovani e ben curate. Diventa quasi inevitabile paragonarsi a questi modelli di riferimento, e questo confronto può rappresentare un fattore di rischio per sviluppare un’immagine corporea negativa. 

Un’immagine corporea negativa può risultare  fortemente limitante. Una persona insoddisfatta del proprio corpo incontrerà maggiori difficoltà in diverse situazioni sociali: pensiamo a quante persone evitano di fare sport, di uscire per andare a cena o a ballare, di indossare alcuni capi di abbigliamento o di andare al mare o in piscina, fino ad arrivare all’evitamento di colloqui di lavoro o di relazioni amorose. 

Lo standard di bellezza femminile  è poco rappresentativo della realtà (è stimato che solo il 2-4 % della popolazione femminile rientra nei parametri attualmente proposti dalla società) ed è estremamente difficile da “raggiungere”. Di conseguenza molte donne, in particolare le ragazze adolescenti, possono essere insoddisfatte del proprio corpo, visto come “diverso” dallo standard, e perciò “sbagliato” o “difettoso”.  

Oltre alla pressione verso la magrezza  fin da piccole interiorizziamo il messaggio potente  che si abbina al modello di bellezza: essere bella (perciò giovane, magra e tonica) equivale a successo, salute, forza di volontà, denaro, ammirazione, amore, felicità.  

Perciò essere donna nella nostra società, che ci spinge ad apparire magre e giovani e che attribuisce un valore morale ad alcune forme corporee, facendoci ingiustamente credere che “un corpo magro valga più di un corpo grasso”, può essere davvero difficile . 

Non stupisce quindi che sia molto frequente il  desiderio di dimagrire nelle donne, dalle adolescenti alle donne più mature, per “vedersi meglio”, in altre parole per migliorare l’immagine corporea. E spesso per raggiungere questo obiettivo, o almeno per avvicinarsi allo standard di bellezza, si sacrifica la socialità, il piacere del cibo o il proprio tempo libero.  

Quanto tempo, soldi ed energie investite in diete, attività fisica “modellante” e trattamenti estetici…ma è davvero questo l’unico modo per migliorare l’immagine corporea?  

Per capirlo ho posto 3 domande a Francesca Tamponi, Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica esperta in Disturbi Alimentari e Immagine Corporea, e importantissima collaboratrice del Centro di Nutrizione. 

1.La modifica del peso è il miglior modo per migliorare l’immagine corporea? 

La convinzione più comune è che la perdita di peso sia la migliore strategia per migliorare la propria immagine corporea, alcune frasi che a molti sarà capitato di pensare o sentire dire sono proprio: “quando sarò più magra mi piacerò di più”, “quando avrò una taglia in meno mi sentirò sicuramente più a mio agio”, “quando dimagrirò potrò finalmente andare in quel posto senza vergognarmi”. 

In realtà il peso non è un fattore determinante nello sviluppo di un’immagine corporea positiva o negativa : possono esserci persone grasse con un’immagine corporea positiva così come possono esserci persone magre con un’immagine corporea molto negativa e viceversa.  

I fattori che entrano in gioco nello sviluppo della propria immagine corporea sono molteplici e complessi. 

L’immagine corporea non è un costrutto fisso ma si evolve con noi durante il corso della vita , quindi i primi fattori a cui possiamo pensare sono quelli generici  come il sesso, l’età ed alcune fasi di vita come l’adolescenza, la menopausa, la gravidanza o altri eventi che modificano in qualche modo la corporeità (es: un incidente). 

Entrano poi in gioco i fattori individuali  legati al rapporto con il proprio corpo: ad esempio il valore che si attribuisce al peso e alla forma del proprio corpo, il dialogo interno che si ha nei confronti di se stessi, le modalità con cui ci si guarda dello specchio o ci si confronta con gli altri etc…  Ci sono infine, ma assolutamente non ultimi di importanza, una serie di fattori che sono di carattere socio culturale  come ad esempio la pressione sociale alla magrezza, la presenza culturale di un ideale di bellezza e perfezione caratterizzato principalmente dalla magrezza, la grassofobia etc. 

La presenza di alcuni fattori sociali e alcune caratteristiche individuali può portare a sviluppare e mantenere l’insoddisfazione corporea. 

2.Quali possono essere le conseguenze di un’immagine corporea negativa?

Le conseguenze di un’immagine corporea negativa spesso intaccano il rapporto con il cibo, ma anche tantissime altre aree di vita come l’autostima, le relazioni sociali, le relazioni sessuali e amorose, l’umore e il rapporto con lo sport.

Il come percepiamo il nostro corpo può influenzare i nostri pensieri e i nostri comportamenti, compreso il cosa, quanto e come mangiare.

Rielaborazione personale della Dott.ssa Francesca Tamponi tratta da: Williams, Cash and Santos (2004) – “Positive and negative body image: precursor, correlates and consequences.”


Gli studi scientifici evidenziano che l’immagine corporea negativa è uno dei fattori di rischio che può contribuire all’insorgenza di un  problema alimentare (Stice,2002).  

I fattori di rischio sono molteplici, tuttavia va sottolineato che la preoccupazione per il proprio corpo e le proprie forme spesso è molto presente nelle adolescenti e giovani donne che sono la fascia di popolazione che risulta essere più a rischio per l’insorgenza dei Disturbi Alimentari. Tale insoddisfazione, in quel periodo specifico di vita, può portare alla ricerca del tentativo di modificare il proprio corpo per piacersi di più attraverso delle diete e altri comportamenti alimentari che potrebbero ulteriormente aumentare il rischio di insorgenza di un Disturbo Alimentare.  

Se il Disturbo Alimentare è già in atto l’immagine corporea è la maggior parte delle volte negativa e diventa il nucleo centrale del problema stesso, per tale motivo deve essere parte integrata del percorso di guarigione. In alcuni casi può essere presente un’alterata percezione del proprio corpo: ad esempio nel caso di una persona con Anoressia che tende a vedere e percepire il proprio corpo come grasso anche in condizione di sottopeso. 

L’insoddisfazione corporea può tuttavia essere presente anche in persone che non presentano un Disturbo Alimentare, ma in molti casi è comunque affiancata da un rapporto con il cibo non particolarmente piacevole (ad esempio caratterizzato da regole, fame emotiva, etc… ).

3.Quali fattori possono peggiorare l’insoddisfazione corporea e come invece possiamo migliorare l’immagine corporea?  

Come abbiamo visto l’immagine corporea non è un costrutto stabile ma flessibile e in continua evoluzione : si modifica nel lungo tempo (es: il passare degli anni) ed è tuttavia variabile anche all’interno di una stessa giornata a seconda delle emozioni che proviamo e degli eventi che viviamo. 

Ci sono dei fattori che possono peggiorare la propria immagine corporea  come il guardarsi allo specchio in maniera non neutrale : ad esempio guardarsi focalizzandosi sui propri “difetti” (es: “quando mi specchio osservo subito le gambe che non mi piacciono”), utilizzando uno sguardo e delle parole giudicanti e negative, o effettuando dei check corporei come pizzicare la pelle, misurarsi etc..  

Anche il confronto con gli altri  può rappresentare un comportamento che rischia di minare l’autostima, la confidenza e fiducia nel proprio corpo: confrontarsi è una tendenza naturale ma a volte può essere negativa e frustrante. Accade quando tendiamo a fare un confronto per poi giudicare il nostro corpo peggiore degli altri. Tendiamo infatti ad  osservare solo i nostri difetti e confrontarli con gli aspetti positivi degli altri. Questo può avvenire perchè molto spesso si tende ad osservare il corpo di una persona estranea, osservandola di sfuggita per qualche secondo e paragonarlo al proprio che invece viene scrutato minuziosamente e continuamente (pensate ai confronti che avvengono con passanti per strada o in spiaggia): questo fa sì che la tendenza a vedere più difetti nel proprio corpo sia sicuramente maggiore. Inoltre il confronto spesso è impari: si tende ad escludere dal confronto con chi ha caratteristiche che si ritengono “peggiori” delle proprie. Ad esempio se io sono preoccupata per i miei fianchi larghi tenderò a confrontarmi sempre con persone che hanno i fianchi più stretti dei miei, escludendo in maniera selettiva un’ampia categoria di persone. Da questo confronto uscirò quindi sempre convinta di essere peggiore degli altri e questo può portare a peggiorare l’autostima, la confidenza e fiducia nel proprio corpo. 

Un’altra riflessione importante che è che molti studi correlano un peggioramento dell’insoddisfazione corporea quando questo confronto avviene proprio attraverso i  social, di qui l’importanza di seguire profili che si occupano di bodypositive e di normalizzazione dei corpi, e al contrario di smettere di seguire i profili che generano malumore e peggiorano l’insoddisfazione corporea. 

Ci sono dei fattori protettivi e positivi che possono invece mantenere un’immagine corporea positiva : tra questi sono sicuramente importante l’avere uno sguardo e un dialogo interno neutrale verso il proprio corpo.  

Avere cura di se stessi  anche attraverso un rapporto con il cibo e con l’attività fisica che siano di piacere e di benessere e non orientate alla modifica del corpo. 

Abbracciare i valori della body positivity  e della fat liberation che ci ricordano che il proprio valore va oltre la propria taglia e ogni corpo merita rispetto a prescindere dal peso o dalla forma.  

Vorrei sottolineare che avere un’immagine corporea positiva non significa avere come obiettivo quello di “amarsi a tutti i costi e in tutti i momenti”; significa piuttosto diventare consapevoli del proprio corpo e del fatto che è normale la percezione di sé fluttui e si modifichi in base all’umore e agli eventi esterni e soprattutto che non c’è niente di sbagliato in questo.  

Come dicevo prima l’immagine corporea non è un costrutto stabile ma flessibile e in continua evoluzione; questa sua peculiarità ha come lato positivo il fatto che si possa modificare in maniera attiva: nel caso di un’immagine corporea negativa ad esempio un percorso con un professionista può sicuramente aiutare a fare pace con il proprio corpo e stare meglio.

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